Tutte le diete sono validate scientificamente?
Nel corso degli ultimi decenni le diete che sono state proposte in tutto il mondo sono state tantissime, migliaia probabilmente (dieta dissociata di Antoine, dieta alcalina, macrobiotica, atkins, dieta zona, del gruppo sanguigno, chetogeniche, digiuno intermittente, crudista e così via…) alcune con evidenze scientifiche e letteratura a supporto, altre, la maggior parte, senza studi e letteratura che ne possano dimostrare sicurezza ed efficacia e supportate più che altro da moda e marketing.
Le “nuove” diete
Il termine “dieta” deriva dal greco “diaita”, che significa “modo di vivere”. Originariamente, non si riferiva solo all’alimentazione, ma a uno stile di vita complessivo che includeva anche l’attività fisica e le abitudini quotidiane. Oggi, la dieta è comunemente intesa come un regime alimentare specifico, volto a soddisfare le esigenze e gli obiettivi nutrizionali individuali, nella maggior parte dei casi si ricerca il dimagrimento, ma non solo, una dieta può avere lo scopo di incrementare il peso e migliorare la qualità della vita, ripristinare livelli carenziali di micronutrienti, migliorare alcune condizioni, ipertensione, disbiosi intestinali, stitichezza, reflusso, astenia o essere da supporto ad alcune patologie, diabete, morbo di chron, malattie autoimmuni e così via…
Quello che spesso ci si dimentica è che una dieta specifica, con indicazioni chiare e precise ha un suo periodo di applicazione che non è infinito: una volta raggiunto l’obbiettivo il passo successivo sarà quello di mantenere una buona educazione alimentare, sana, varia ed equilibrata per mantenersi in salute.
La dieta per il dimagrimento
Quindi la prima domanda da porci quando abbiamo intenzione di metterci a dieta è, qual è il mio obiettivo, quali sono gli aspetti che vorrei migliorare?
Se escludiamo tante casistiche più complesse e prendiamo in considerazione la più comune, ovvero perdere massa grassa e sentirsi meglio in generale sappiamo che quasi tutte le diete si riveleranno efficaci, purché condividano l’aspetto più importante, il deficit calorico.
Tutti gli approcci alimentari, anche i più “bizzarri” se ci garantiscono un introito di calorie inferiore a quello di cui effettivamente necessitiamo e che consumiamo durante il giorno ci faranno perdere peso inizialmente.
Tutte le diete sono corrette?
No! ma se si prende solo in considerazione il calo di peso senza nessun’altro aspetto, salute, possibili carenze, composizione corporea, energie e sostenibilità, allora possiamo dire che funzionano tutte, l’importante è mangiare meno.
Quali sono le caratteristiche di una dieta corretta?
Chiarito questo aspetto analizzerei quali sono, secondo il mio parere, i fattori importanti in soggetti sani, affinché una dieta, oltre a farci perdere peso sia anche salutare e benefica per il corpo.
1) Evitare regimi di esclusione, tutti i gruppi di alimenti apportano sostanze utili, escludere interi gruppi può portare ad avere uno squilibrio soprattutto in micronutrienti, l’unica categoria veramente evitabile è quella del “junk food”, cibo ultra-processato
2) È importante un elevato quantitativo di frutta e verdura, fondamentale per l’apporto di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti.
3) Evitare diete con poca varietà, alterare gli alimenti è alla base di un corretto apporto di macro e micronutrienti, variare quindi la tipologia di carboidrati, proteine e grassi.
4) È importante mantenere un adeguato quantitativo di fibre, cereali integrali, legumi, verdura non devono essere esclusi.
5) La dieta non deve essere troppo bassa in calorie e comunque non scendere sotto il fabbisogno basale dell’individuo.
La stessa dieta è efficace per tutti?
Un altro aspetto molto importante è la soggettività e l’individualità, l’approccio migliore a volte non è quello realmente più efficace ma quello più sostenibile e adatto alle esigenze personali dettate da orari lavorativi, impegni familiari, attività fisica svolta, abitudini e contesto socio-economico e così via, una dieta “in teoria” molto valida ma che non coincide con “la pratica” non darà sicuramente un esito positivo.
Come sempre l’attività fisica e la costanza nel seguire un piano alimentare sono gli aspetti più importanti per raggiungere un risultato legato alla composizione corporea, è anche vero che in queste condizioni in cui si protrae un deficit calorico a lungo anche l’integrazione alimentare può essere da “supporto”.
Cosa integrare nel periodo di deficit calorico?
Sicuramente multivitaminici e minerali in un contesto di diminuita assunzione possono rivelarsi utili per evitare microcarenze, supportando così anche l’energia, il benessere generale, il sistema immunitario e tanto altro.
Elementi termogenici: sono utili?
Altri prodotti che possono aiutare, anche se in maniera secondaria, sono elementi naturali considerati “termogenici” in quanto possono stimolare maggiormente il nostro sistema nervoso simpatico, e quindi la termogenesi nel nostro corpo aumentando la produzione di calore ed il consumo di calorie, utilizzando principalmente le nostre riserve di grasso corporeo.
Quali sono gli elementi termogenici?
Questo avviene grazie all’azione principalmente di noradrenaline e adrenalina e ormoni tiroidei, che controllano la termogenesi corporea, integrando termogenici contenenti caffeina, thè verde, curcuma, arancio amaro ecc, elementi in parte presenti nel Dimagrante Liposomiale di Inner, si può migliorare la riposta data dalla dieta e dall’esercizio fisico.
È importante controllare ingredienti e dosaggio affinché non ci siano effetti collaterali come insonnia, agitazione, tachicardia spesso associati a troppa caffeina, o altri alcaloidi.
I consigli per scegliere una dieta efficace
Quando vi imbattete in qualche nuova dieta proposta come rivoluzionaria o miracolosa state molto attenti, valutate se è sostenibile, se garantisce tutto quello di cui ha bisogno il corpo e se ha a supporto qualche studio scientifico, spesso non avete vantaggi rispetto a diete più tradizionali ma solo il rischio di avere lo stesso risultato con qualche problematica in più.


