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Dottor_Massimiliano_Merli_biologo_nutrizionista

Che cos’è?

La dieta chetogenica è una strategia nutrizionale che ha guadagnato notevole popolarità negli ultimi decenni, spesso per i suoi effetti positivi sulla perdita di peso, sul miglioramento di alcuni fattori di rischio molto comuni nelle sindromi metaboliche.
Questo regime alimentare si caratterizza per una drastica riduzione dell’apporto di carboidrati 5-10% del Tdee, un consumo moderato di proteine e un’elevata quantità di grassi. L’obiettivo primario di questa particolare ripartizione dei macronutrienti è quello di indurre il corpo in uno stato metabolico chiamato chetosi.
In condizioni normali, l’organismo utilizza i carboidrati come principale fonte di energia, convertendoli in glucosio, tuttavia, quando l’apporto di carboidrati è significativamente limitato, il corpo esaurisce le sue riserve di glucosio e inizia a utilizzare i grassi come fonte energetica primaria e alcuni aminoacidi, in percentuale minore.
Questo regime, dopo qualche giorno porta il corpo a produrre livelli significativamente più alti di corpi chetonici che diventano una fonte di energia alternativa per diversi tessuti, incluso il cervello.

Alimenti ed effetti sull’intestino

Il cambiamento metabolico, ma soprattutto alimentare, ha ripercussioni su diversi sistemi dell’organismo, tra cui, in modo significativo, sul sistema gastrointestinale.
La composizione della dieta chetogenica, con la sua elevata quantità di grassi e la scarsa presenza di fibre tipicamente associate ai carboidrati, impone un diverso carico digestivo e può influenzare fortemente l’equilibrio del nostro microbiota intestinale.
Per seguire correttamente la dieta chetogenica, è necessario privilegiare alcuni gruppi di alimenti e limitarne drasticamente altri.

Tra gli alimenti tipicamente consentiti troviamo una vasta gamma di carni, uova, formaggi, olio extravergine d’oliva, l’olio di cocco, il burro, frutta secca, semi e anche alcune verdure a basso contenuto di carboidrati, come quelle a foglia verde (spinaci, lattuga), le crucifere (broccoli, cavolfiori), zucchine e avocado in moderazione, possono far parte della dieta.
L’aspetto fondamentale è rappresentato dalla drastica riduzione dei carboidrati, che porta con sé una diminuzione significativa dell’assunzione di fibre alimentari.
Le fibre svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento della salute intestinale: contribuiscono ad aumentare il volume delle feci, facilitano il transito intestinale e fungono da substrato per la fermentazione da parte della flora batterica.

La loro carenza può quindi alterare la normale funzionalità dell’intestino, portando alcuni soggetti in quello stato chiamato disbiosi intestinale, ovvero un “disequilibrio” tra le popolazioni batteriche e conseguente peggioramento della salute intestinale.
Oltre all’impatto sul nostro intestino, l’aumento considerevole del consumo di grassi può, in alcune persone, rallentare la velocità con cui il cibo lascia lo stomaco.

I sintomi più comuni

Tra i disturbi intestinali più comunemente associati alla dieta chetogenica, la stitichezza è uno dei più frequenti.
La causa principale di questo problema, come scritto sopra, è la notevole riduzione dell’apporto di fibre alimentari, che sono essenziali per la formazione della massa fecale e per stimolare i movimenti intestinali come anche una potenziale riduzione dell’assunzione di liquidi, specialmente nelle fasi iniziali della chetosi, può contribuire alla stitichezza.

Inoltre, i cambiamenti nella composizione della flora batterica intestinale, indotti dalla dieta, possono influenzare la regolarità intestinale.
Sebbene meno comune della stitichezza, anche la diarrea può manifestarsi, soprattutto durante la fase iniziale di adattamento alla dieta chetogenica, una delle cause principali è l’elevato apporto di grassi, che può stimolare una maggiore produzione di bile da parte del fegato.

Integrazione e consigli per migliorare la sintomatologia

Per alleviare i disturbi intestinali associati alla dieta chetogenica, è possibile adottare diverse strategie alimentari e apportare modifiche al regime dietetico, un approccio fondamentale per contrastare la stitichezza è tramite il professionista che vi ha in carico, aumentare l’apporto di fibre, scegliendo fonti compatibili con la dieta chetogenica.

Dosare dove possibile una buona dose di verdure compatibili con il piano, aggiungere avocado, o l’aggiunta di semi di chia e di lino, ottime fonti di fibre solubili e insolubili, può essere benefica.
Bere una quantità sufficiente di acqua è fondamentale per prevenire la stitichezza e favorire la salute intestinale.
Anche l’integrazione nella dieta di alimenti fermentati come crauti, kimchi e kefir o tempeh (se tollerato per il suo contenuto di carboidrati) può contribuire a migliorare la salute del microbiota intestinale e potenzialmente alleviare alcuni disturbi digestivi
Oltre a questi accorgimenti dietetici utilizzare alcuni supplementi può aiutare a prevenire possibili problematiche a livello intestinale ed essere dei validi alleati in questa fase.

Inner, ad esempio, ha formulato un prodotto specifico, “Probiotico Keto”, che unisce enzimi digestivi utili a migliorare la digestione dei grassi, che come spiegato sopra, sono abbondanti in questa tipologia di regime, e altre componenti come il lattosio, probiotici, utili per mantenere il microbiota intestinale sano e in equilibrio, e infine inulina, un prebiotico utile per “alimentare” lo sviluppo di batteri positivi nel nostro intestino.

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